Il Surrey è la contea che comincia dove finisce Londra, e chi lo sceglie lo fa per un motivo preciso: vivere in campagna senza rinunciare alla città. Dalle stazioni principali il treno arriva a Waterloo in mezz’ora, e i due aeroporti grandi sono uno a nord e uno a sud della contea. Se hai solo una settimana, qui non la perdi negli spostamenti: dormi in un paese tranquillo e la città ce l’hai lì quando ti va.
La lezione si tiene nella casa dove dormi, al tavolo della cucina o in salotto, e l’allievo sei soltanto tu. Se una frase non viene, la riprendete insieme quante volte serve. Poi la lezione finisce e l’inglese continua, perché in quella casa l’italiano non lo parla nessuno.
Nei paesi la gente ha tempo di rispondere
È la differenza che si sente di più rispetto a una capitale. Al banco della posta, dal fornaio, al pub con le panche fuori, una commissione qualunque diventa una conversazione che nessuno aveva preparato — e sono quelle le mezz’ore in cui l’inglese si sblocca. Intorno ci sono mattoni rossi, siepi alte, la High Street di Guildford, lastricata e in salita, i giardini di Wisley e i sentieri che salgono sui North Downs.
Il tempo libero, però, non finisce nella contea: il treno ti porta a Londra in mezz’ora, e ci vai quando decidi tu, non quando lo decide un programma di gruppo. È il compromesso che cercano in molti fra quelli che mi scrivono — dormire in un posto tranquillo, avere la città a disposizione. Se invece la capitale la vuoi tutti i giorni, o preferisci una città che si attraversa a piedi, la stessa formula esiste a Londra e a Oxford.
Com’è fatta una settimana
Si arriva di domenica e si riparte di sabato, con lezione dal lunedì al venerdì. Le ore le scegli prima di partire, da dieci a trenta a settimana, e gli orari li fissate insieme una volta lì: due ore prima di pranzo e una nel pomeriggio, oppure tutto di fila. La formula da dieci ore si prende insieme alle attività o alle visite, perché con poche ore di lezione è quello che fai fuori casa a portarti avanti. Hai la tua camera e mangi a tavola con la famiglia, tre pasti al giorno.
Chi ti insegna è la stessa persona che ti apre la porta. È un insegnante qualificato, e la casa è stata controllata prima che finisse fra quelle che ti propongo: nella scheda che ti mando c’è chi è, come vive, in che parte della contea sta e se in casa ci sono animali o bambini. Il transfer lo organizzo dagli aeroporti di Heathrow e Gatwick o dalla stazione di St Pancras, per chi arriva in treno dal continente. E una cosa conviene sistemarla quando prenoti il volo: per il Regno Unito servono il passaporto e l’autorizzazione elettronica di viaggio, che si chiede online. Come funziona l’eTA l’ho spiegato passo per passo.
Chi sceglie il Surrey
Il primo è chi ha poco tempo. Prende una settimana da venticinque o trenta ore e la spende sul lavoro che fa davvero: le riunioni, la presentazione che deve tenere, le mail che rimanda da mesi. Poi c’è chi riprende l’inglese dopo anni e non vuole sentirsi in un’aula: si parte dal punto in cui è, e con quindici o venti ore gli restano le giornate libere. E c’è chi ha un esame in vista, dal Cambridge all’IELTS: lì si lavora sul formato della prova, non su un programma generale.
Se a partire è vostro figlio, la domanda vera è con chi passa la giornata, perché qui la lezione e la casa sono la stessa cosa. Vive in casa del suo insegnante, e sono loro a stargli dietro ogni giorno: la sera a tavola gli chiedono com’è andata. Fino ai diciotto anni le lezioni si prenotano insieme alle attività o alle visite, così il pomeriggio lo passa fuori con l’insegnante — un mercato di paese, un tratto di sentiero — e non in camera. Sotto i sedici anni il transfer sta sempre nella proposta, a meno che ad accompagnarlo siate voi: all’aeroporto lo aspetta la famiglia che lo ospita o l’autista incaricato, e il nome ve lo scrivo prima della partenza. Sotto i tredici, in casa c’è sempre un adulto con lui.
Quanto costa
Il listino è quello del Regno Unito, e nel Surrey la voce che sposta di più la cifra è il transfer, perché non tutte le case sono vicine allo stesso aeroporto: da certe parti della contea si arriva prima da Heathrow, da altre da Gatwick. Il resto lo decidi tu — quante ore di lezione, quante settimane, le attività e le visite, il bagno solo per te dove la casa lo permette. Nella proposta la somma è già fatta, con dentro tutto quello che hai scelto: dopo non ti arriva nulla che tu non avessi già visto.
Un soggiorno personalizzato secondo i vostri obiettivi
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Soggiorno a casa del docente
- Alloggio in pensione completa con lezioni individuali quotidiane
- Immersione totale nella vita quotidiana con attività culturali
- Prezzi a partire da £880 in base al programma scelto
*Le 10 ore di lezioni devono essere combinate con Attività Quotidiane e/o Visite Culturali.
⚠ Per i partecipanti sotto i 18 anni, le Attività Quotidiane e/o le Visite Culturali sono obbligatorie.
Questi prezzi sono indicativi di partenza e possono variare.
Tre cose che mi chiedono sempre sul Surrey
Quanto è davvero comoda Londra da qui?
Dalle stazioni principali della contea a Waterloo sono trenta minuti, con treni frequenti fino a sera: una domenica in città si fa senza pensarci, e anche un museo a metà settimana è possibile. Dipende però da dove abita l’insegnante: da certi paesi la stazione è a piedi, da altri ci vuole l’auto o l’autobus. Nella scheda che ti mando c’è scritto quanto dista.
Nei paesi si sta isolati? Serve l’auto?
No, l’auto non serve: i paesi del Surrey hanno il negozio, il pub e in genere una stazione o una fermata dell’autobus, ed è proprio girando a piedi che ti tocca parlare. Per le uscite più lontane — un giardino, un tratto di collina, una cittadina vicina — ci si muove con l’insegnante, che quella zona la conosce.
Che tempo fa, e cosa metto in valigia?
Il clima è oceanico, senza estremi. D’inverno è grigio e umido e la luce finisce presto; in primavera e in autunno può uscire il sole e piovere nello stesso pomeriggio; d’estate è mite e le giornate sono lunghe. Dopo la pioggia i sentieri diventano fango, quindi metti un paio di scarpe che non ne abbiano paura. Per il resto, in casa si sta come si sta a casa propria.
Come si parte
Scrivimi due righe: le date che hai in mente, a che punto sei con l’inglese — «me la cavo male» è una risposta utile — e cosa vorresti riuscire a fare. Se il soggiorno è per tuo figlio, dimmi quanti anni ha e cosa ti preoccupa. Cerco la persona giusta nel Surrey, ti mando la sua scheda con una proposta, e la leggi con calma: fino a lì non c’è niente da confermare. Scrivimi da qui: ti rispondo io.





