Quando mi scrivi per il Belgio, la prima cosa che guardo è la lingua. L’olandese si insegna nelle Fiandre, il francese in Vallonia: due metà del paese, due case diverse. Dimmi quale delle due ti serve e cerco da quella parte.
Bruxelles sta in mezzo, non in Vallonia. In strada senti l’una e l’altra, ma la casa dell’insegnante è al nord o al sud, e la lingua di tutti i giorni è quella di chi ti ospita.
L’inglese, invece, si insegna da entrambe le parti. Non ha una metà tutta sua: intorno hai la lingua della regione in cui stai, olandese o francese a seconda di dove abita la famiglia.
Non c’è un’aula: si sta in casa, di fronte a te c’è solo l’insegnante, e se una frase non viene la riprendete. Se dormi lì, quando l’ora è finita la lingua non si spegne — a tavola, in cucina, in strada — perché in quella casa l’italiano non lo parla nessuno.
Al nord l’olandese, al sud il francese
Se ti interessa una città al nord, su Anversa ho scritto una pagina a parte. In Vallonia, intorno senti il francese della casa, del negozio, della strada: è quello che ti resta in orecchio quando la lezione è finita. Dove sta esattamente la casa — la città o il paese — lo leggi sul profilo, prima di confermare.
Dal tavolo della cucina al resto della giornata
Si arriva di domenica e si riparte di sabato, in qualunque settimana dell’anno. Le ore le scegli prima — dieci, quindici, venti, venticinque o trenta — e gli orari li fissate una volta lì. Con dieci ore le lezioni vanno insieme alle attività o alle visite, perché è fuori casa che ti tocca parlare; a venticinque o trenta la settimana sta quasi tutta sul lavoro linguistico, se hai un colloquio o un testo da saper leggere. A casa dell’insegnante hai una camera per te e mangi tre volte al giorno con chi ti ospita; il bagno privato c’è in opzione, dove la casa lo permette. C’è anche «solo lezioni»: le stesse ore, a casa del professore, senza camera e senza pasti.
Se resti a dormire, fuori dal tavolo si cucina insieme, si va al mercato, si fa una passeggiata, si entra in un centro storico: dipende da quello che ti piace e da dove abita l’insegnante. Se prenoti le attività, ingressi e spostamenti stanno già nella proposta; le visite le conto a parte, e ci vai con l’insegnante: dal sud si sale sulla torre campanaria di Tournai, si passa un pomeriggio a Mons, o si va a vedere il museo di Napoleone.
Se hai un’allergia o non mangi di tutto, scrivimelo insieme alle date: spesso è quello che decide la casa, più di dove si trova. Il transfer lo organizzo da Bruxelles e da Anversa se la casa sta nelle Fiandre, da Bruxelles e da Lille se sta in Vallonia — all’andata, al ritorno, o tutti e due; se preferisci, te lo organizzi tu. Se il volo o il treno ti lascia in Belgio il sabato, non devi cercarti un albergo: chiedo alla famiglia di tenerti la camera anche per quella notte, con i pasti e senza lezione. È un’opzione a pagamento come le altre, e la trovi già contata nella proposta.
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Chi viene per una lingua, e chi manda un figlio
Mi scrivono per motivi diversi. C’è chi lavora già fra due lingue e gli manca il vocabolario del mestiere: le riunioni, le mail che deve mandare senza tradurre ogni riga. C’è chi si è trasferito al nord e l’olandese gli manca dai vicini, allo sportello, in ufficio: gli serve sbloccare quelle frasi di tutti i giorni. E c’è chi riprende dopo anni e non vuole un’aula: si parte dal punto in cui è, anche da zero.
Se a partire è vostro figlio, e dorme a casa dell’insegnante, la domanda vera è con chi passa la giornata. Vive in casa di chi gli fa lezione, ed è seguito ogni giorno dalla famiglia ospitante: la sera a tavola gli chiedono com’è andata.
Se resta a dormire a casa dell’insegnante e non ha ancora diciotto anni, le lezioni gliele prenoto sempre insieme alle attività o alle visite: così il pomeriggio lo passa fuori con lui — un mercato, il centro di una città — invece che dentro.
Sotto i sedici anni il transfer sta nella proposta, a meno che ad accompagnarlo siate voi: lo aspetta la famiglia che lo ospita o l’autista incaricato, e il nome ve lo mando prima della partenza. Se ha meno di tredici anni, in casa c’è sempre un adulto con lui, anche quando la lezione è finita.
Il listino è uno solo
Il listino è quello del Belgio, e vale per olandese, francese e inglese. A spostare la cifra sono le ore, le settimane, le attività o le visite, il transfer, il bagno solo per te dove la casa lo permette.
Nella proposta che ti mando i conti sono già fatti su quello che hai scelto: lezioni, la casa se resti a dormire, transfer, attività o visite.
Scopri quanto può costare una settimana di immersione, tenendo presente che il preventivo finale dipende dalla famiglia che sceglierai.
Ogni soggiorno è su misura: i prezzi qui sotto sono solo esempi. Il passo più importante è parlarne insieme, così possiamo proporti il docente e la casa più adatti a te.
Sono disponibili anche programmi "Lessons Only" per chi desidera esclusivamente lezioni individuali, senza alloggio presso il docente.
⚠ Per uno studente sotto i 18 anni che soggiorna a casa dell'insegnante, le Attività Quotidiane e/o le Visite Culturali accompagnano le lezioni.
Cosa è incluso nel soggiorno:
- Alloggio in pensione completa presso il docente (camera singola privata)
- Tre pasti al giorno condivisi con il docente e, se presente, la sua famiglia
- Lezioni individuali quotidiane con insegnante madrelingua
- Attività culturali e quotidiane in base al programma scelto (workshop di cucina, escursioni, visite guidate, mercati locali, uscite all'aperto, ecc.)
- Immersione totale nella vita quotidiana del docente, dalla colazione alla sera
Questi prezzi sono indicativi di partenza e possono variare. Il costo finale dipende dalla destinazione, dalla durata del soggiorno, dal periodo dell'anno, dal tipo di alloggio e dal programma scelto.
Possiamo inviarti il profilo del docente adatto sia per il soggiorno in immersione sia per il programma Lessons Only. Dopo il primo contatto potrai confrontare più opzioni e adattare il programma alle tue esigenze.
Tre domande che mi arrivano da qui
Fiammingo e olandese sono due lingue diverse?
No. Il fiammingo è l’olandese come si parla nelle Fiandre: stessa grammatica, stessa ortografia. Quello che cambia è l’accento, il ritmo e qualche parola di tutti i giorni. Se ti serve per il lavoro o per la vita al nord, è questa la varietà che sentirai a tavola e in strada.
Meglio una casa in città o in un paese più piccolo?
Tutte e due ci sono, al nord e al sud. In città la lingua ti arriva dai negozi e da chi ti chiede l’ora; in un paese arriva soprattutto da chi ti ospita, ma a lungo.
Con «solo lezioni» dove si fa lezione?
A casa del professore. La sera torni dove stai tu.
Cosa mi serve per cercare
Per cominciare mi basta sapere quale lingua ti serve, il periodo che hai in mente e cosa vorresti riuscire a fare. «Devo cavarmela allo sportello» è una frase da cui parto volentieri. Se a partire è vostro figlio, servono anche la sua età e quello che vi preoccupa. Guardo chi è libero al nord o al sud in quelle date e ti mando il profilo con una proposta, che leggi con calma prima di confermare. Le domande più generali stanno nella FAQ sui soggiorni linguistici. Se invece la tua domanda è sulle date, o su quale delle due parti ti conviene, scrivimi dal modulo di contatto e ti rispondo io.






